Cent'anni di fonetica italiana nel MPh-JIPA

Qualche pagina di Le Maître Phonétique

L'idea di questa rassegna nasce dall'opportunità che ho avuto di ripercorrere alcune delle tappe della storia dell'analisi fonetica dell'italiano e di alcune varietà dialettali parlate in Italia, sulle pagine di l« mEtr« fonetik "Le Maître Phonétique", principale organo di diffusione dei criteri di trascrizione fonetica elaborati, a partire dalla fine del XIX secolo, dall'Association Phonétique Internationale/International Phonetic Association.

Approfittando della disponibilità di una collezione di numeri della rivista nella biblioteca dell'Institut de la Communication Parlée (ex Institut de Phonétique) di Grenoble (Francia), ho potuto consultare i numeri dal 39 (del 1932) al 62 (del 1938) e dal 113 (del 1960) al 133 (del 1970). Dall'anno successivo a quest'ultimo numero inizia la collezione dei Journal of the International Phonetic Association (JIPA), completa, che però non ho passato in rassegna.

Nei giorni successivi, grazie alle premure di Louis Jean Boë, decano dell'Istituto, gelosissimo custode di questi cimeli, mi è stato possibile poi disporre di un'altra serie di numeri dei primi del '900 che conserva lui in luogo più sicuro.

Si tratta di alcuni numeri delle annate XXIV-XXIX antecedenti lo scoppio della I guerra mondiale (fino al 1913 vengono stampati 6 fascicoli di due numeri per annata).

In particolare ho potuto sfogliare i fascicoli 11-12 del 1909, 3-4 del 1910, da 1-2 a 5-6 del 1911, da 1-2 a 5-6 del 1912, 1-2 del 1913 (da questo momento in avanti sono numerati i fascicoli), da 2 a 6 del 1913 (tranne il 4, mancante), da 1 a 4 del 1914 (tranne il 2, anch'esso mancante).

Nel resto di questa rassegna mi riferirò all'insieme dei fascicoli dal 1909 al 1914 come "prima raccolta", ai numeri dal 1932 al 1938 come "seconda raccolta" e ai numeri dal 1960 al 1970 come "terza raccolta".

Non ho potuto trovare la presentazione dell'italiano (descrizione + "specimen") che mi risultava essere stata realizzata in uno dei numeri degli inizi del XX secolo da A. Camilli.

In realtà, il vago ricordo che avevo della data di questa l'aveva riportata forse un po' troppo indietro negli anni: Camilli, già molto partecipe in questi primi fascicoli, è ancora in piena attività negli anni trenta, mentre negli anni 60 non compare più se non, e questa mi sembra purtroppo una buona spiegazione, nella recensione di M. Chapallaz, in un numero del 1966, della terza edizione postuma, del 1965, di una pubblicazione di Camilli curata da P. Fiorelli.

Grazie a Camilli (uno dei quattro soci italiani di quel primo periodo) e, successivamente, a Piero Fiorelli, l'italiano figura in quasi tutti i numeri nella sezione parti dez elEv "Partie des élèves", in numerosissimi saggi di trascrizione di passaggi scelti da opere di *** (nella prima raccolta) e di Leopardi, Croce, Manzoni, Raiberti, Giusti, Savi, Gabelli, Martini, Pascoli, Bruno, D'Azeglio, Guerrazzi, Guerzoni (nella seconda raccolta).

[Dal 1932 al 1938: "Il passero solitario" e "L'Ugolino di Dante" del 1932, "La Befana a Roma", "Uomini e bestie", "Il gatto" e "I due soldi" del 1933, "Il cuculo", "Di male in peggio", "Vittorio Fossombroni", "In casa di Gioacchino Rossini" (in tre episodi), "Un'ode di Orazio Flacco", "La gatta" (due episodi), "La verità", "Il piccolo modello", "Di male in peggio" (bis, involontario credo, vista la presenza di differenze veramente irrilevanti (kwe anziché kwei)) nel 1934-1936, "Teste e orologi", "Effetti della maldicenza" del 1937, "Il novellatore di Ezzelino da Romano", "Garibaldi" del 1938). Mi pare che manchino contributi solo ai numeri 55 e 56]

Un importante contributo è presente nel n. 53 del 1936 (pp. 6-9): "La pronuncia settentrionale dell'italiano" di R. Invrea (un altro degli associati di quegli anni) corredata di testi e note.

Nella terza raccolta di numeri, oltre a "Notes on Italian Intonation" del 1960 e "Further notes on Italian Intonation" del 1962 di M. Chapallaz, ho trovato passi scelti di Pieraccioni, Berni, Alighieri, De Amicis, Mameli, Nieri, Collodi nelle trascrizioni fonetiche di P. Fiorelli, apparse nei numeri dal 115 al 119 e nei n. 122 e 124.

[Dal 1961 al 1965: "Difesa della Befana", "Sonetto contr'alla moglie" del 1961, "Contro i dispregiatori del volgare italiano", "Bella musica sonata male" del 1962, "Fratelli d'Italia" del 1963, "Che fortuna che non era forcelluto" del 1964, "Il paese dei balocchi" del 1965]

Nel n. 124 del 1965 risulta nuovo membro Luciano Canepari che nel n. 133 del 1970 cura un ulteriore schizzo "Italian pronunciation" (pp. 6-8) corredato da un esempio di trascrizione (un terzo tipo si potrebbe dire, passando dal primo stile di Camilli al secondo di Fiorelli (con premesse deducibili dai testi trascritti - non bisogna dimenticare che anche la trascrizione dell'inglese cambia cogli anni) di un passaggio dell'"Elias Portolu" di G. Deledda.

Frugando nella medesima biblioteca e in quella del Centro di Dialettologia ho inoltre trovato una pubblicazione dell'AFI del 1933 (in Italiano!) a cura di D. Jones e A. Camilli, "Fondamenti di Grafia Fonetica: secondo il Sistema dell'AFI", Hertford, St. Austin & sons Ltd. Si tratta di un manualetto di carattere generale che si presenta come una traduzione dei "Principles" del 1912.

Non vi compare lo "schizzo" preparato da Camilli per l'Italiano, ma vi compaiono due versioni del "vento di tramontana e il sole": una in romanesco, l'altra nel dialetto di Predappio (e sì, siamo proprio nel 1933!)